Solo l’ indispensabile

mag 19th, 2011No Comments

Per anni ho considerato la mia barca ideale un Wharram. Il padre dei catamarani in stile polinesiano da autocostrire con il sistema più facile di tutti; cuci e incolla. Compensato marino e resina epossidica. Semplici da costruire e mantenere, resistenti e sicuri da navigare. Senza tanti fronzoli.

Ora che stò cercando seriamente una barca da comprare mi sono accorto però che, anche i più piccoli, superano il mio budget. Ci devo rinunciare ma la filosofia deve essere quella; solo l’indispensabile, quello che non c’è non si rompe e quello che c’è devo essere in grado di ripararlo.
Non voglio arrivare agli estremi di Moitessier che nella sua ultima barca non aveva la scaletta ma solo delle “impronte” sul motore per sapere dove mettere i piedi per salire e scendere dal tambuccio. Ma se voglio navigare con il mio budget limitato la via obbligatoria è questa.

In questi anni le parole “verde” e “sostenibile” sono diventate centrali in ogni campo, tanto che le usano anche per vendere la benzina. A mio avviso il cuore del loro significato deve essere: eliminare dalla nostra vita tutto quello che non è veramente indispensabile per ridurre gli sprechi alla sorgente. E’ una operazione prima mentale, di autoconvincimento, e poi d’azione che, per come la vedo io, si rispecchia perfettamente nella filosofia della vela.

Quindi poca elettronica, che ci vizia e poi quando si rompe, perchè si romperà, ci lascia nel panico. Solo un GPS ma anche un sestante che imparerò ad utilizzare. Ho un notebook perchè sono assuefatto ad esso, ma tutto sommato spero che si rompa presto per liberarmi di questo vizio. Un impianto elettrico semplice; possibilmente, con un pannello solare, indipendente dal gasolio del motore per la ricarica. E se le batterie dovessero abbandonarmi imparerò a vivere secondo i ritmi del sole; come gli antichi, e finalmente tornerò a godermi le stelle. Una bussola e le carte essenziali, anche se nel notebook ho quelle di tutto il mondo. E infine attrezzi per far fronte a qualsiasi riparazione, da un semplice strappo su una vela fino all’attrezzatura di fortuna o al timone d’emergenza. Anche se queste ultime sono più questioni mentali che pratiche.

Lascia un Commento